Treni per Palermo: orari e prezzi

Come arrivare a Palermo in treno: Arrivando dal nord ci sono due alternative: la prima è prendere un Eurostar per Roma o per Napoli, e da qui prendere un treno per la Sicilia (la durata del viaggio è di circa 11 ore). Oppure, se vi piace particolarmente viaggiare in treno, diversi espressi collegano la Sicilia direttamente con Torino, Genova, Milano, Venezia, Bologna, Firenze in circa 20 ore. Arrivando dal centro sud numerosi Intercity raggiungono Messina da Roma in circa 8 ore, da Napoli in circa 6. Per quanto riguarda la costa adriatica si può cambiare a Roma, ad esempio provenendo da Ancona, o a Napoli, Caserta o Salerno se si arriva da Pescara; dal nord della Puglia si può passare da Foggia e cambiare a Caserta o a Potenza e Salerno, dal sud si può prendere la linea per Taranto, proseguire per Cosenza e ricongiungersi con la litorale tirrenica all’altezza di Paola.

Palermo è la prima città di Sicilia per grandezza ed importanza. L’antica Pànormos, costruita nel VIII secolo a. C., ha origine fenicia; si sviluppò su una collina di forma ellittica, lambita da due corsi d’acqua a nord e a sud e bagnata dal mare a nord est. Il primo nucleo cinto da mura si estese nell’area attualmente interessata dal Palazzo dei Normanni, da Piazza della Vittoria e dal Palazzo Arcivescovile; in seguito le abitazioni si allungarono verso il mare. Questa nuova città, denominata Càssaro, fu dotata di mura, unite alla cinta originaria in un unico sistema difensivo. La città passò in mano cartaginese e romana finché, nel IX secolo, fu conquistata dagli arabi che ne aumentarono il prestigio, promuovendone lo sviluppo. La conquista normanna del 1072 non cancellò gli influssi culturali di arabi, bizantini e latini, ma li unì a plasmare splendidi monumenti, sintesi architettoniche di differenti culture. La Cappella Palatina, ad esempio, ornata da maestosi mosaici, fonde elementi romanici, arabi e bizantini; nella Martorana, gioiello architettonico d’età normanna, si riconosce l’influsso dell’arte bizantina; la Cattedrale di San Cataldo conserva alcuni elementi dell’arte araba, evidenti anche nello splendido complesso di San Giovanni degli Eremiti.

Nel ‘600, però, si ebbe un radicale cambiamento nell’assetto urbanistico di Palermo. Per volere dei viceré, infatti, vennero costruiti nuovi palazzi, chiese, monasteri e fontane, preziose testimonianze dell’epoca barocca palermitana, e si definì l’attuale aspetto della città.



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